ROALD DAHL 

«Non ho niente da insegnare. Voglio soltanto divertire. Ma divertendosi con le mie storie i bambini imparano la cosa più importante: il gusto della lettura. Si staccano dal televisore, e prendono familiarità con la carta stampata. Più avanti nella vita, questo allenamento gli servirà per affrontare testi più seri. E chi avrà cominciato presto a leggere libri, andrà più lontano».
                                                                                                                                            Roald Dahl

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Il fantastico signor Volpe

Il dito magico

GLI SPORCELLI

EPISODIO 1

EPISODIO 2

EPISODIO 3

EPISODIO 4

EPISODIO 5


PER GLI ADULTI

Cosa sapere di Dahl
Roald Dahl continua a essere, a qualche anno dalla morte, uno degli scrittori più amati dai ragazzi di tutto il mondo. È una predilezione che alcuni genitori e insegnanti possono vedere con sospetto e con l’intima convinzione che Dahl sia troppo anarchico, troppo irriverente, troppo impietoso nei confronti degli adulti, troppo pauroso, troppo disgustoso, troppo crudele, troppo fantasioso e, in fondo, troppo divertente per essere letto a scuola.
Il fatto è che, comunque lo si prenda, Dahl è veramente troppo. Era un gigante, nel corpo e nell’immaginazione, e il suo non poteva che essere un mondo eccessivo: un mondo popolato di adulti laidi e crudeli, di nonne disgustosamente egoiste, di zie torturatrici, di genitori imbecilli come quelli di Matilde, di direttrici sadiche, di pie da­me della Società per la Protezione dell’Infanzia Maltrattata che in verità sono streghe ammazza-bambini; ma anche di nonne tenere e coraggiose come quella delle Streghe, di nonni intraprendenti come il Nonno Joe della Fabbrica di cioccolato, di genitori meravigliosi come il padre di Danny il campione del mondo, di bizzarri benefattori come il Duca Riverenza e Willy Wonka, inventore folle e geniale... Perché il mondo di Dahl è, appunto, un intero mondo, ricco, vitale, contraddittorio, complica­to, affascinante, travolgente. Ed è, trasfigurato, il mondo in cui è vissuto il suo autore, quello che ci appare nei libri autobiografici come Boy o In solitario. L’eccesso e il grottesco sono semplicemente i mezzi stilistici che Dahl impiega per entrare in sintonia con i suoi piccoli lettori e che gli servono non solo per divertire (scopo invariabilmente raggiunto) ma anche per parlare di temi troppo seri per essere lasciati in esclusiva a moralisti e pedanti.
Prendiamo uno dei temi più seri che si possano immaginare, quello della presenza del dolore e del male nel mondo. Dahl aveva una lunghissima consuetudine con il dolore (era rimasto orfano di padre all’età di tre anni e la figlia primogenita gli era morta a sette anni di morbillo, per citare solo due delle tante sciagure che l’avevano colpito). Non sarà un caso, allora, che tra i protagonisti delle sue opere abbondino (come in Dickens, uno dei suoi grandi modelli) gli orfani, che sanno trovare dentro di sé la forza per raggiungere la felicità e superare il dolore; e tutta la paura e l’orrore che troviamo nei suoi libri (ma, non dimentichiamolo, anche nelle fiabe di Perrault e dei Grimm, o nei film di Disney) diventano un gentile esorcismo (e una cura omeopatica) dei tanti e ben peggiori orrori che incombono sulla nostra vita quotidiana.

Otto buone ragioni per leggere Dahl a scuola
Dahl è uno degli autori più stimolanti da leggere a scuola, per almeno otto buone ragioni.
1.
         I libri di Dahl sono un metodo particolarmente efficace per trasmettere ai ragazzini la passione della lettura, per convincerli che leggere un bel libro può essere più divertente che guardare un noioso programma televisivo, per diffondere la nozio­ne poco meno che rivoluzionaria che leggere è, prima di tutto, un piacere.
2.     Quelle di Dahl sono, in primo luogo, belle storie, ricche di colpi di scena, con una trama accurata. Leggendole, i ragazzi (ma anche gli adulti) si familiarizzano con una delle attività più tipiche della specie umana: ascoltare una storia appassionante. E ac­quisiscono i primi criteri per riconoscere una bella storia.
3.     Si ripete spesso che a Dahl non interessa affatto la morale (è una cosa che ha ri­petuto lui per primo). Eppure le cose non stanno esattamente così: uno dei suoi primi romanzi, La fabbrica di cioccolato, sarebbe perfino moralistico, con le sue rampogne contro i bambini golosi, viziati e teledipendenti, se la morale non venisse trasformata in satira. E non si può dimenticare che la satira di Dahl è sempre un modo (diverten­te, obliquo, sfaccettato; ma efficacissimo) di distinguere il giusto dall’ingiu­sto. E perfino le atroci vendette che i bambini mettono in atto contro gli adulti che li maltrattano e li umiliano trasmettono un impegnativo messaggio morale: che è giusto ribellarsi all’ingiustizia.
4.     In un mondo sempre più omologato, dominato da pochi modelli di comportamento planetari, i libri di Dahl sono una scuola di anticonformismo, che insegna a met­tere in discussione i luoghi comuni. Non dovrebbe essere anche questo uno dei com­piti di una scuola moderna?
5.     In alcuni romanzi, le invenzioni di Dahl spingono i lettori a interrogarsi, quasi sen­za che se ne accorgano, su questioni estremamente profonde: si pensi a Minuslandia (nel Grande Ascensore di Cristallo), il mondo di coloro che ancora devono nascere, o a quel lampo di poesia ‘cosmica’ sull’origine dei giganti, nel GGG: «I giganti non nasce, i giganti appare e basta, come il sole e le stelle».
6.     Ogni libro di Dahl contiene una girandola di invenzioni linguistiche, e ha la forza di un esempio vivente di lingua personale ed espressiva, e di un antidoto contro la sciatteria e la standardizzazione della ‘lingua di plastica’.
7.     Ogni pagina fornisce stimoli continui alla creatività e all’invenzione personale. Ogni libro di Dahl trasmette il virus contagioso della fantasia.
8.         I più bei libri di Dahl sono illustrati da Quentin Blake, un disegnatore inglese amatissimo dai ragazzi per l’umorismo del suo tratto, capace di coniugare satira e tenerezza. I disegni di Blake sono il perfetto contraltare visuale della prosa di Dahl: due autori anticonformisti e lontani dagli standard e dai luoghi comuni.

"MATILDE": UN LIBRO CHE DIVENTA MUSICAL

NON SPEGNERE LE PAROLE
IL LIBRO DEI SOGNI
LA CANZONE DEL CELLULARE
SOGNARE ANCORA
IL MIO MONDO
PRENDI UN'EMOZIONE
DO I NUMERI
OMBRELLI O CERVELLI?
LA MIA CASA
IL DOMANI

 

NON SPEGNERE LE PAROLE

Quante cose devi fare

quanto tempo da passare

se per dire luna e sole

non conosci le parole.

Le parole sono belle

sono come tante stelle

che ci guidano per dire alla tua vita...

con la mia...

 

RIT.: Ma se si spengono le parole

non c'è luna e non c'è sole

quando non si può parlare

il pensiero se ne va.

No, non spegnere le parole

con la luna spunta il sole

se sei libero di parlare

un pensiero nascerà.

 

Le parole dei sapienti

le parole divertenti

del passato del domani

dei Paesi più lontani.

Solamente le parole

sanno illuminare il cuore

sanno illuminare il nero della notte...

e il suo mistero...

 

RIT.

 

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IL LIBRO DEI SOGNI

Un giorno per caso, in un vecchio cassetto,
ricolmo di oggetti ho trovato un libretto
di strano colore e bizzarra fattura:
dapprima confesso che ho avuto paura...
dapprima confesso che ho avuto paura...

Allora l'ho preso con circospezione,
l'ho scosso ed ha fatto un gran polverone:
e mentre la polvere si dileguava
la luce d'intorno colore mutava!
la luce d'intorno colore mutava!

L'ho aperto con tatto, e ne è uscito un gatto
con il pelo rosa che faceva le fusa;
poi subito dopo, dall'intestazione,
è schizzato fuori un buffo leone
è schizzato fuori un buffo leone.

In pochi minuti la stanza era piena
di tanti animali di forma un po' strana:
cammelli giganti, pinguini siamesi,
lumache coi denti e topi cinesi,
lumache coi denti e topi cinesi!

E mentre cresceva il grande scompiglio,
s'è messo a parlare un grosso coniglio:
"A nome di tutti, tu sei ringraziato,
perché finalmente ci hai liberato,
perché finalmente ci hai liberato!

Il libro dei sogni era chiuso da anni,
perché tutti quanti temevano i danni;
ma tu l'hai toccato, la notte è finita:
così ci hai donato di nuovo la vita,
così ci hai donato di nuovo la vita."

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LA CANZONE DEL CELLULARE

RIT.: Cellulare! Cellulare!
Cellu... cellulare, sei fantastico ma
quante volte quante volte,
molte molte molte volte chiami il mio papà!
Caro babbo, babbo caro,
io ti prego spegnilo ogni tanto perchè
mi disturba non sai quanto
che si metta in mezzo quando parlo insieme a te!
Lo porti sempre addosso
in macchina, in cucina, al mare e in piscina.
Ma a volte poverino!
Se resta giù in giardino appoggiato a un seggiolino
o lo lasci su un cuscino che sta dentro ad un cestino
te lo mangia... il cagnolino!
RIT.
 
Se al bagno devi andare
attento al cellulare che magari può cascare
se finisce proprio giù
non lo puoi recuperare, non c'è nulla da salvare,
non gli resta che annegare.
Ma che tragico destino per il tuo… telefonino!
RIT. Cellulare! Cellulare!
Cellu... cellulare, sei fantastico ma
quante volte quante volte,
troppe volte chiami sia la mamma che il papà!
Cara mamma, babbo caro
in coro vi chiediamo di non spegnerci mai
è importante il cellulare
ma noi non possiamo rimanere qui in stand by
Spegnetelo perchè
Spegnetelo perchè...
Spegnetelo perchè
Spegnetelo perchè...
Spegnetelo perchè...
Parlare insieme a voi è importante per me!

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SOGNARE ANCORA

Io ti condurrò

in una realtà

dolce più che mai,

semplice.

Questo mondo in cui

non esisterà

l’indifferenza,

l’ipocrisia.

 

RIT.: Dove una luce ogni uomo scalderà

dove acqua pura la tua sete placherà.

Quando verrà il silenzio della notte

non ti dovrai sentir perduta accanto a te sarò.

Sognare ancora

sognare ancora…

 

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IL MIO MONDO

Come in una favola

o in un semplice racconto

gioco con la fantasia

a ricostruire il mondo.

 

Con le mani per magia

e la gioia di un momento

gioco con la fantasia

il mio mondo nascerà.

 

Nascerà come nasce un bel fiore

Nascerà senza fare rumore

Nascerà con il cuore bambino

e la forza di papà.

 

Nascerà per chi spende parole

Nascerà / non dettate dal cuore

e vedrai: un futuro migliore

nel mio mondo ci sarà…

 

Ci sarà... Ci sarà

tutto quello che stiamo cercando

il domani che stiamo aspettando

ci porterà un mondo che migliorerà.

 

Ci sarà... Ci sarà

tutto il bello che c´è in questo mondo

sarà il piccolo mondo di chi

con il cuore sa dire di sì

fatto grande da piccole mani

piccoline così!

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PRENDI UN’EMOZIONE

Certe volte il viso cambia colore
ed il cuore prende velocità, 
Nella pancia c'è qualcosa di strano,
non è fame, ma chissà che sarà. 
Cose che ti fanno rabbrividire
o ti mettono una fifa blu, 
un saluto che ti fa balbettare,
risatine che non smettono più. 
Se succede che non riesci a stare fermo,
aspettando qualche novità. 
Se la bocca più non smette di parlare,
quando scoppi per la felicità. 

RIT. Prendi un'emozione, chiamala per nome, 
trova il suo colore e che suono fa. 
Prendila per mano, seguila pian piano 
Senti come nasce, guarda dove va. 
Prendi un'emozione e non mandarla via. 
Se ci vuoi giocare, fai cambio con la mia. 
Puoi spiegarla a chi non la sa 
e tutta la tua vita vedrai… 
un'emozione sarà!
 
Le emozioni sono l'arcobaleno
che colora il cielo dentro di noi, 
Sono nuvole, sono il sereno,
sono il sale, il pepe di ciò che fai. 
C'è la rabbia che non riesci a capire 
e non sai se poi ti passerà 
ma davvero basta solo parlare 
e la soluzione si troverà. 
Se le cose nuove fanno un po' paura,
tira fuori la curiosità. 
Ogni giorno è davvero un'avventura, 
il domani ti sorprenderà! 
 
RIT.
 
Qualche volta (Qualche volta) 
Non capisci (Non capisci) 
L'emozione che c'è dentro di te (Dentro di te)
Forse è solo (Forse è solo) 
Perché cresci 
e con occhi sempre nuovi il mondo scoprirai! 

RIT.
 

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DO I NUMERI

Uno, nove, cinque, nove,


Settecento, dieci, sei


Sette, sei, quarantaquattro


Uno, nove, sei, tre


Cinque, sette, sessantuno,


Tre, due, uno!



Mi sveglio la mattina


e non lo so perché


nella mia testa gira


sette, cinque, nove, tre.


Mi alzo e vado a scuola


duecentoventisei


è questo quel che trovo sempre nei pensieri miei!



Do i numeri di giorno,


do i numeri di sera,


d'estate, poi d'inverno,


in autunno e in primavera,


nemmeno il mio dottore sa dirmi che cos'ho


ma un grande luminare mi ha spiegato che però...


Che però?



RIT. Il primo a dare i numeri è stato un sumero


ma è solo con gli indiani che poi nasce lo zero,


chi usava l'alfabeto era greco o latino,


un maya dava i numeri con punto e trattino.


Invece un eschimese, anche se non ci credi,


fa i conti con le dita delle mani e dei piedi,


e l'abaco che usiamo a scuola ogni mattina


migliaia di anni fa lo adoperavano in Cina!


Il primo a dare i numeri è stato un sumero


ma è solo con gli indiani che poi nasce lo zero


con la calcolatrice tutti noi meno male


adesso diamo i numeri però in digitale


adesso diamo i numeri però in digitale


adesso diamo i numeri...


Però in digitale!

 

 

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OMBRELLI o CERVELLI?

Cosa c'è, cosa c'è

 
cosa c'è che ci comanda 


cosa c'è 


cosa c'è che ci comanda

 

Sotto i nostri ombrelli,

 
ci sono tanti cappelli,

 
e sotto i nostri cappelli,

 
ci sono tanti capelli.

 
Sono chiari, sono scuri,

 
sono lisci oppure ricci,

 
sono lunghi, sono corti, 


ma lì sotto nascono i capricci.

Sotto i nostri ombrelli, oh oh oh oh


ci sono tanti cappelli

 
e sotto quei cappelli oh oh oh oh


ci sono tanti capelli 


quindi sopra quei capelli… oh oh oh oh oh oh 


ci sono tanti cappelli …e ombrelli 

 
ma sotto sotto… ci sono i cervelli!!! 


Ci sono i cervelli!!! 

Questi sono gioielli, 


sono veri cristalli,

 
che riflettono il mondo, 


che non sempre è rotondo.

 
Alle volte anch'io mi sento strano

 
vorrei darti la mano. 


Poi l'umore si fa scuro: 

 
e non sono più sicuro…

 

Sotto i nostri ombrelli oh oh oh oh

 

 
ci sono tanti cappelli

 


e sotto quei cappelli oh oh oh oh

 


ci sono tanti capelli. 

 

 
Quindi sotto i nostri ombrelli… oh oh oh oh

 


ci sono tanti cappelli e capelli 

 

 


ma chi comanda sono i nostri cervelli!!!

 

 
I nostri cervelli

 


sono i nostri cervelli

 


sono i nostri cervelli

sono i nostri cervelli

 


è tutto vero questa è la verità!


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LA MIA CASA

 

Oh oh oh... 
La mia casa non è mica tanto grande, 
Su di lei c'è il sole che risplende, 
Anche quando piove a catinelle, di notte ha tante stelle 
Che la vengo a trovare 
Sai perché? 
La mia casa è un po' speciale ed è come piace a me.


Oh oh oh oh 
La mia casa ha davanti un bel vialetto, 
Un comignolo col fumo sopra il tetto, 
Un balcone di fiori di giardino 
Che si aprono al mattino 
Rallegrando la giornata 
Sai perché? 
La mia casa è colorata ed è come piace a me oh oh oh 


Ed ognuno ha la sua casa, ogni casa il suo bambino, 
Come un nido sopra un ramo dà riparo a un uccellino, 
Che tu viva in un castello o magari in un igloo 
Una casa è la tua casa quando dentro

Ci sei tu

oh i eh i oh, oh i eh i oh 


La mia casa ha finestre spalancate, 
E raccoglie l'azzurro dell'estate 
Con la musica accesa tutto il giorno i eh i oh 
E se guardi dentro al forno i eh i oh 
Trovi sempre una crostata sai perché? Perché? 
La mia casa è profumata ed è come piace a me.


Ed ognuno ha la sua casa, ogni casa il suo bambino 
Come un nido sopra un ramo dà riparo ad un uccellino. 
Che tu abbia la pagoda, o la tenda dei Sioux 
Una casa è la tua casa quando dentro ci sei tu. 


Se metterai 
Nella stufa un po' di buonumore 
Ti accorgerai 
Che bel tepore avrai

E se lascerai lascerai 
Cento lucciole sul davanzale 
Ogni notte s'illuminerà! S'illuminerà... 


Ed ognuno ha la sua casa 
Col suo mondo dietro l'uscio, 
Come ogni tartaruga è felice nel suo guscio, 
Dove c'è chi ti vuol bene ed un bacio ti darà, 
Tu lo sai, dovunque andrai, che la tua casa è sempre là, 
Tu lo sai, dovunque andrai, che la tua casa... 
E' sempre là!

oh i eh i oh, oh i eh i oh 
E' sempre là…

 

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IL DOMANI

 Scende la sera

qui nella mia città 
lentamente tante luci si riaccendono. 
Una preghiera

per quello che sarà 
e in silenzio chiudo gli occhi mentre immagino...
 


RIT. Io son sicura che,

sarà bellissimo,

esprimo un desiderio

è tutto quel che voglio… 
Vorrei ci fosse più armonia 
per il domani che verrà 
restare e non andare via 
da chi un sorriso non ce l'ha 
sento che si avvererà
questo sogno dentro me 
perché il domani... Il domani...
 


In un istante 
chiaro diventerà 
come i giorni ancora nuovi che mi aspettano. 
E allora scoprirò

che una riposta c'è
il mio mondo è un magnifico spettacolo.

 
RIT. Io son sicura che

sarà bellissimo,
esprimo un desiderio,

è tutto quel che voglio...
Vorrei ci fosse più armonia 
per il domani che verrà, 
restare e non andare via 
da chi un sorriso non ce l'ha 
sento che si avvererà
questo sogno dentro me,
 

è il mio domani… 
Vorrei ci fosse più armonia, 
per il domani che verrà, 
restare e non andare via 
da chi un sorriso non ce l'ha 
questo sogno dentro me
questo sogno dentro te 
è già il domani… Il domani...
 


Spengo la luce, chiudo i miei occhi… 
perché domani, il domani… 
Il mio domani è già! 
Oh oh

 

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